Rivenditore Autorizzato Certificato TOSHIBASostenibilità Toshiba: Carbon Zero, Toner Cancellabile ed Ecosmart
Dalla compensazione della CO2 delle fotocopiatrici al toner che si cancella per riusare la carta, fino al riciclo integrale dei consumabili: ecco cosa esiste davvero, oggi, sul fronte della sostenibilità nel mondo Toshiba e nella stampa da ufficio.
Per anni, quando si è parlato di sostenibilità in ufficio, il discorso si è fermato quasi sempre allo stesso consiglio: stampare meno. È un principio corretto, ma parziale: riduce solo una parte del problema e lascia fuori tutto ciò che accade prima e dopo la singola pagina stampata, dalla produzione della macchina alla gestione dei consumabili esausti, fino allo smaltimento dell'apparecchiatura a fine vita. Negli ultimi quindici anni, però, il tema si è allargato: non riguarda più solo quante pagine escono da una stampante, ma come viene costruita la macchina, quanta anidride carbonica genera nel suo ciclo di vita, cosa succede al toner quando la cartuccia si esaurisce e cosa succede alla carta stessa una volta stampata.
In questo scenario Toshiba è uno dei produttori che ha costruito, nel tempo, un percorso concreto e verificabile: un programma di compensazione della CO2 chiamato Carbon Zero, una tecnologia di toner cancellabile che permette di riusare lo stesso foglio più volte, e un programma di riciclo dei consumabili che punta a zero rifiuti in discarica. Non sono promesse generiche né operazioni di immagine: sono strumenti industriali con una storia precisa, che ripercorriamo in questo articolo insieme al contesto più ampio in cui si inseriscono, quello dell'economia circolare applicata al mondo della stampa e degli uffici.
La sostenibilità è entrata in ufficio, non solo nei report aziendali
Fino a poco tempo fa la sostenibilità ambientale era percepita, nella maggior parte delle aziende, come un tema per il reparto marketing o per il bilancio sociale di fine anno: qualcosa da citare in una pagina del sito, non da tradurre in scelte operative quotidiane. Questo approccio sta cambiando, e non solo per sensibilità culturale. Le aziende di dimensioni più grandi sono chiamate sempre più spesso a rendicontare in modo formale il proprio impatto ambientale, anche lungo la catena di fornitura: significa che scegliere un fornitore di apparecchiature d'ufficio, oggi, non è più soltanto una questione di prezzo o di prestazioni tecniche, ma coinvolge anche criteri ambientali, sociali e di governance, il cosiddetto ESG.
In questo contesto la stampa d'ufficio, che sembrerebbe un dettaglio marginale rispetto a temi come la logistica o l'energia, in realtà pesa più di quanto si immagini: coinvolge il consumo di carta, l'energia elettrica delle macchine, la produzione e il ciclo di vita di cartucce e tamburi, e infine lo smaltimento delle apparecchiature stesse quando arrivano a fine vita utile. Ogni fotocopiatrice o multifunzione installata in un ufficio è, di fatto, un piccolo ecosistema industriale che entra ed esce dall'azienda: viene prodotta da qualche parte, consuma risorse per anni, e alla fine deve essere smaltita o rimessa in circolo. È su questo intero percorso che si misura la reale sostenibilità di un sistema di stampa, non solo sul numero di pagine risparmiate con la stampa fronte-retro.
Cos'è il programma Carbon Zero di Toshiba
Carbon Zero è il programma con cui Toshiba compensa l'impronta di carbonio delle proprie fotocopiatrici e multifunzione: non si limita a dichiarare un impegno generico, ma finanzia concretamente progetti di energia rinnovabile in diverse parti del mondo, il cui effetto è calcolato per bilanciare le emissioni di CO2 generate dalla produzione delle macchine e da un determinato numero di pagine stampate nel corso della loro vita operativa.
Il meccanismo, in sintesi, funziona così: si stima quanta anidride carbonica viene emessa lungo il ciclo produttivo di una macchina e nell'uso previsto, e si compensa quella quantità sostenendo iniziative che generano energia pulita altrove, riducendo così, a livello globale, la stessa quantità di emissioni che la fotocopiatrice ha generato o genererà. È lo stesso principio, applicato al mondo delle multifunzione da ufficio, che negli ultimi anni molte aziende energivore hanno adottato per dichiarare la neutralità carbonica di un prodotto o di un processo.
Il punto che distingue Carbon Zero da una semplice dichiarazione di intenti è la verifica esterna: il programma viene sottoposto ad audit secondo lo standard PAS 2060, una specifica riconosciuta a livello internazionale per dimostrare la neutralità carbonica. Non è quindi Toshiba stessa a certificarsi da sola: la compensazione dichiarata viene controllata rispetto a un metodo esterno e riconosciuto, un dettaglio che fa la differenza tra un'affermazione di marketing e un dato verificabile.
PAS 2060: lo standard dietro la dichiarazione di neutralità carbonica
Chi non lavora nel settore ambientale raramente ha sentito parlare di PAS 2060, ma è uno degli standard più utilizzati al mondo da chi vuole dimostrare, in modo verificabile, di aver raggiunto la neutralità carbonica su un prodotto, un servizio o un'intera organizzazione. Una PAS, Publicly Available Specification, è una specifica tecnica pubblica sviluppata secondo un processo strutturato e riconosciuto; PAS 2060 in particolare disciplina il percorso che un'azienda deve seguire per poter dire, con basi solide, che un determinato ambito della propria attività ha un bilancio netto di CO2 pari a zero.
Il percorso richiesto da questo tipo di standard prevede tipicamente alcuni passaggi in sequenza: la quantificazione rigorosa delle emissioni prodotte, un piano di riduzione che dimostri l'impegno a diminuire quelle emissioni nel tempo (la compensazione non può sostituire la riduzione, ma solo affiancarla), la compensazione della quota di emissioni che non è ancora possibile eliminare attraverso progetti verificati, e infine una dichiarazione pubblica trasparente su come è stato raggiunto il risultato. È un impianto pensato apposta per evitare che 'carbon neutral' resti uno slogan senza sostanza: chi si sottopone a un audit di questo tipo accetta che i propri calcoli e le proprie compensazioni siano verificabili da terzi.
2009: nasce e-STUDIO 5520C, la prima multifunzione carbon-neutral al mondo
Il punto di partenza concreto di Carbon Zero ha una data precisa: il 2009, quando Toshiba ha presentato la e-STUDIO 5520C, la prima multifunzione al mondo dichiarata carbon-neutral. Non è un dettaglio da poco: parliamo di un'epoca in cui il tema della neutralità carbonica applicata a un singolo prodotto industriale, per giunta un apparecchio di stampa d'ufficio, era tutt'altro che diffuso. La maggior parte delle aziende, all'epoca, non aveva ancora messo la sostenibilità al centro delle proprie strategie di prodotto, tantomeno in un settore tradizionalmente valutato solo su velocità di stampa, qualità colore e costo per copia.
Con la e-STUDIO 5520C, Toshiba ha di fatto anticipato di diversi anni una sensibilità che sarebbe diventata mainstream solo più tardi, quando il tema ESG e la rendicontazione ambientale sarebbero entrati stabilmente nei criteri di acquisto delle aziende, incluse le gare pubbliche e i capitolati tecnici che oggi, sempre più spesso, chiedono ai fornitori di dimostrare l'impatto ambientale dei propri prodotti.
Da un modello all'intera gamma e-STUDIO in Europa
Quello che è partito come il caso isolato di un singolo modello non è rimasto tale: nel tempo Toshiba ha esteso il programma Carbon Zero a tutto il catalogo e-STUDIO commercializzato in Europa. È una differenza sostanziale rispetto a un'operazione di comunicazione legata a un solo prodotto-vetrina: significa che la logica della compensazione della CO2 è stata integrata come approccio strutturale alla gamma, non confinata a un modello di punta pensato per fare notizia.
Per chi valuta l'acquisto o il noleggio di una multifunzione oggi, questo aspetto ha un peso pratico concreto: non si tratta di scegliere un singolo prodotto 'verde' in un catalogo altrimenti indifferente al tema, ma di rivolgersi a un produttore che ha applicato lo stesso principio di compensazione a un'intera famiglia di macchine, dalle configurazioni più compatte per piccoli uffici fino ai sistemi di produzione documentale più performanti.
Il toner cancellabile: e-STUDIO 4508LP e la carta che si può riusare
Se Carbon Zero lavora sul fronte della compensazione delle emissioni, la e-STUDIO 4508LP affronta la sostenibilità da un angolo completamente diverso: quello del consumo di carta. Questa multifunzione utilizza un toner cancellabile (erasable) che, a differenza di un toner tradizionale, non fissa il testo stampato in modo permanente sulla fibra della carta: il contenuto può essere successivamente cancellato, restituendo il foglio pronto per essere riutilizzato per una nuova stampa, invece di finire subito nel cestino della carta da riciclare.
Il dato che rende questa macchina particolarmente rilevante nella storia del settore è che si tratta della prima copiatrice al mondo capace di stampare sia in modalità cancellabile sia in normale bianco e nero, sulla stessa macchina. Non è quindi un dispositivo dedicato esclusivamente alla stampa cancellabile, con tutti i limiti pratici che ne deriverebbero in un ufficio dove convivono documenti da conservare e documenti solo di uso temporaneo: è una multifunzione che lascia scegliere, lavoro per lavoro, quale tipo di stampa serve davvero.
A cosa serve davvero riusare lo stesso foglio
Il toner cancellabile ha senso soprattutto per tutta quella carta che oggi viene stampata solo per un uso temporaneo: bozze di documenti da correggere prima della versione definitiva, verbali di riunione da consultare per pochi giorni, materiali di lavoro interni che non devono essere archiviati, stampe di controllo prima dell'invio definitivo a un cliente. È la categoria di stampa più ricorrente in molti uffici, e anche quella più facilmente sostituibile da un ciclo di riuso della stessa risorsa, invece che da un ciclo lineare stampa-scarta-ricicla.
Va detto con chiarezza, per correttezza informativa: il toner cancellabile non sostituisce il riciclo della carta, che resta comunque necessario a fine vita del foglio, ma introduce un passaggio in più prima che quel foglio venga effettivamente avviato al macero. Ogni ciclo di riuso in più significa un foglio nuovo prodotto in meno, con tutto ciò che la produzione di carta comporta in termini di legno, acqua ed energia lungo la filiera.
Ecosmart Toner Recycling Program: la fine vita dei consumabili
Se il toner cancellabile riguarda la carta, l'Ecosmart Toner Recycling Program riguarda l'altro grande consumabile di una fotocopiatrice: le cartucce di toner, i tamburi (drum) e i flaconi che li contengono. È il programma con cui Toshiba gestisce il fine vita di questi materiali, con un obiettivo dichiarato netto: il riciclo del 100% dei consumabili raccolti, senza che nulla finisca in discarica.
È una promessa più impegnativa di quanto sembri a prima vista. Una cartuccia esausta non è un rifiuto omogeneo: contiene plastiche di tipo diverso, componenti metallici, e residui di toner in polvere, un materiale che va gestito con attenzione perché non è un semplice pigmento ma una miscela composta anche da resine e additivi. Riciclare al 100%, senza scarti destinati alla discarica, significa che l'intero processo di raccolta e smontaggio dei consumabili deve essere progettato per separare correttamente questi materiali e reindirizzarli verso filiere di recupero specifiche per ciascun tipo di componente, invece di limitarsi a un generico ritiro.
Per chi gestisce un parco macchine in azienda, questo tipo di programma ha anche un risvolto pratico immediato: evita che la gestione dei consumabili esausti diventi un problema logistico e normativo a carico del cliente finale, che si troverebbe altrimenti a dover gestire in proprio lo smaltimento di materiali che rientrano, a tutti gli effetti, nella categoria dei rifiuti speciali.
Ricondizionato e Re-Certified: allungare la vita utile delle macchine
C'è un terzo fronte della sostenibilità nel mondo della stampa che non riguarda direttamente i programmi Toshiba appena descritti, ma il modo in cui le multifunzione vengono usate e sostituite nel tempo: l'economia circolare applicata alle apparecchiature stesse, non solo ai loro consumabili. Il principio è semplice ed è alla base di ogni ragionamento serio sull'economia circolare: la macchina più sostenibile, a parità di tutto il resto, è spesso quella che non deve essere prodotta ex novo perché è già in circolo.
Le apparecchiature ricondizionate, spesso indicate come Re-Certified nel settore, seguono esattamente questa logica: multifunzione già utilizzate vengono sottoposte a una revisione completa, con sostituzione delle parti usurate, e rimesse sul mercato con una seconda vita utile. Ogni macchina rimessa in circolo in questo modo è una macchina in meno da produrre da zero, con tutto il consumo di materie prime, energia e trasporti che la produzione comporta, e un rifiuto elettronico in meno da gestire nell'immediato.
Questo approccio non è alternativo ai programmi descritti finora, ma complementare: mentre Carbon Zero lavora sulla compensazione delle emissioni di una macchina nuova e Ecosmart sul fine vita dei consumabili, il ricondizionato lavora sulla durata stessa dell'apparecchiatura, allungando il periodo in cui una singola macchina resta utile prima di diventare un rifiuto da smaltire.
RAEE: cosa succede a una fotocopiatrice quando arriva a fine vita
Quando una multifunzione arriva davvero al termine della propria vita utile, e nessuna revisione può più restituirle un impiego produttivo, entra in gioco la normativa RAEE, l'acronimo che indica i Rifiuti da Apparecchiature Elettriche ed Elettroniche. Si tratta di una categoria di rifiuti soggetta a regole specifiche proprio perché al suo interno convivono materiali molto diversi tra loro, alcuni recuperabili con valore economico, altri potenzialmente pericolosi se dispersi nell'ambiente senza un trattamento adeguato.
Una fotocopiatrice o una multifunzione da ufficio, componenti elettronici, plastiche, metalli e talvolta anche piccole quantità di sostanze che richiedono un trattamento dedicato, non può essere semplicemente conferita come un rifiuto qualunque: la sua gestione a fine vita deve passare attraverso canali autorizzati, capaci di smontarla correttamente e avviare ciascun componente al trattamento più adatto. È l'ultimo anello della catena di sostenibilità di una macchina da stampa: dopo la produzione compensata, dopo l'uso quotidiano con consumabili riciclabili, resta il momento in cui l'apparecchiatura stessa deve uscire di scena nel modo meno impattante possibile.
Meno carta stampata, più flussi digitali: l'altra faccia della sostenibilità
Accanto ai programmi industriali descritti finora, resta valida la leva più semplice e più citata quando si parla di sostenibilità in ufficio: stampare meno, spostando su flussi digitali tutto ciò che non ha davvero bisogno di esistere su carta. Non è una novità, ma nell'ultimo decennio è cambiato profondamente il modo in cui questo obiettivo viene raggiunto: non si tratta più solo di 'buone abitudini' lasciate alla sensibilità individuale, ma di processi aziendali strutturati, dalla firma digitale alla gestione documentale elettronica, che rendono la stampa un'eccezione motivata invece che un passaggio automatico.
Questo non significa che la carta sparirà: in moltissimi contesti, da quello legale a quello notarile fino a determinati adempimenti amministrativi, resta necessaria o preferibile. Ma la combinazione tra flussi digitali per tutto ciò che non richiede stampa, e strumenti come il toner cancellabile per la carta effettivamente prodotta, disegna un modello di ufficio in cui il volume complessivo di risorse consumate cala su entrambi i fronti, senza dover rinunciare alla stampa quando serve davvero.
ESG e rendicontazione ambientale: perché conta anche per chi acquista, non solo per chi produce
Un aspetto spesso sottovalutato è che la sostenibilità di un fornitore di apparecchiature non riguarda solo l'immagine del produttore, ma diventa parte del bilancio ambientale di chi quelle apparecchiature le usa. Sempre più aziende, soprattutto quelle di dimensioni medio-grandi, sono chiamate a rendicontare in modo formale il proprio impatto ambientale anche lungo la catena di fornitura, un obbligo che in Europa si sta strutturando progressivamente attraverso normative come la Corporate Sustainability Reporting Directive (CSRD). In questo contesto, scegliere fornitori che possono documentare in modo verificabile i propri programmi ambientali, come una compensazione della CO2 verificata secondo uno standard riconosciuto, non è più un dettaglio accessorio ma un elemento che entra concretamente nella rendicontazione di chi acquista.
Per le pubbliche amministrazioni, in particolare, questo aspetto ha un peso ulteriore: i criteri ambientali minimi sono ormai parte integrante di molte gare d'appalto per la fornitura di apparecchiature d'ufficio, e la capacità di un fornitore di dimostrare, con dati verificabili e non solo con dichiarazioni, il proprio impegno ambientale può fare la differenza in fase di valutazione delle offerte.
Buone pratiche quotidiane: cosa può fare davvero un ufficio
Al di là dei programmi industriali dei produttori, resta una parte di sostenibilità che dipende da come una fotocopiatrice o una multifunzione viene effettivamente usata ogni giorno in ufficio. Alcune abitudini semplici restano tra le più efficaci: impostare la stampa fronte-retro come opzione predefinita invece che come eccezione da attivare manualmente, monitorare i volumi di stampa per reparto o per utente in modo da individuare sprechi ricorrenti, ed evitare stampe non ritirate che restano abbandonate nel vassoio di uscita, una delle forme di spreco più comuni e più facilmente evitabili in un ufficio con più persone che condividono la stessa macchina.
Anche la scelta della carta ha un peso: privilegiare carta con contenuto di fibra riciclata dove la qualità di stampa richiesta lo consente, ed evitare di stampare a colori documenti che in bianco e nero comunicano esattamente le stesse informazioni, sono accorgimenti minori nel singolo caso ma significativi se moltiplicati per il volume di stampa complessivo di un'azienda nel corso di un anno.
Nessuna di queste pratiche, da sola, sostituisce i programmi strutturali descritti in questo articolo: la combinazione tra macchine progettate per compensare le proprie emissioni, consumabili avviati al riciclo integrale, la possibilità concreta di riusare la carta grazie al toner cancellabile e un uso quotidiano più consapevole in ufficio è ciò che, messo insieme, costituisce oggi un approccio realmente completo alla sostenibilità nella stampa.
In sintesi
La sostenibilità nel mondo Toshiba non si esaurisce in un singolo prodotto o in una singola iniziativa: è la somma di scelte diverse che intervengono in momenti diversi del ciclo di vita di una fotocopiatrice, dalla compensazione della CO2 nella fase di produzione con Carbon Zero, verificata secondo lo standard PAS 2060, fino alla possibilità di riusare la stessa pagina più volte grazie al toner cancellabile della e-STUDIO 4508LP, passando per il riciclo integrale dei consumabili con Ecosmart. A questi programmi si affianca, più in generale, il ruolo dell'economia circolare applicata alle apparecchiature stesse, tra ricondizionato e corretta gestione RAEE a fine vita, e quello della digitalizzazione dei flussi documentali nel ridurre a monte i volumi di carta effettivamente necessari.
Questo articolo è a cura della redazione di Alsa Office, rivenditore autorizzato certificato Toshiba in Sicilia.
Domande frequenti
Cos'è esattamente il programma Carbon Zero di Toshiba?
È il programma con cui Toshiba compensa l'impronta di carbonio delle proprie fotocopiatrici e multifunzione, finanziando progetti di energia rinnovabile nel mondo per bilanciare le emissioni di CO2 generate dalla produzione delle macchine e da un determinato numero di pagine stampate. Il programma è sottoposto ad audit secondo lo standard internazionale PAS 2060.
Qual è stata la prima multifunzione carbon-neutral al mondo?
È la Toshiba e-STUDIO 5520C, presentata nel 2009: la prima multifunzione al mondo dichiarata carbon-neutral. Il programma Carbon Zero è stato successivamente esteso all'intero catalogo e-STUDIO commercializzato in Europa.
Cos'è il toner cancellabile della e-STUDIO 4508LP e come si usa la carta riutilizzata?
La e-STUDIO 4508LP utilizza un toner cancellabile (erasable) che permette di eliminare successivamente il contenuto stampato su un foglio, rendendolo di nuovo disponibile per una nuova stampa invece di destinarlo subito al riciclo. È la prima copiatrice al mondo in grado di stampare sia in modalità cancellabile sia in normale bianco e nero sulla stessa macchina.
Cosa succede alle cartucce toner e ai tamburi esauriti con l'Ecosmart Toner Recycling Program?
L'Ecosmart Toner Recycling Program gestisce il riciclo del 100% dei consumabili Toshiba raccolti, cartucce, tamburi e flaconi di toner, con l'obiettivo dichiarato di zero rifiuti destinati in discarica.
Comprare o noleggiare una multifunzione ricondizionata (Re-Certified) è una scelta più sostenibile?
Sì, in linea di principio: ogni apparecchiatura rimessa in circolo dopo una revisione completa è una macchina in meno da produrre da zero, con un risparmio di materie prime ed energia lungo la filiera, e un rifiuto elettronico in meno da gestire nell'immediato. È un approccio complementare ai programmi del produttore, non alternativo.
Cosa succede a una fotocopiatrice quando arriva davvero a fine vita?
Rientra nella categoria dei RAEE, i Rifiuti da Apparecchiature Elettriche ed Elettroniche, e deve essere gestita attraverso canali autorizzati capaci di smontarla correttamente e avviare ciascun componente al trattamento di recupero più adatto, invece di essere conferita come un rifiuto qualunque.
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