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Trend e Innovazioni Tecnologiche nella Stampa d'Ufficio

Cloud, mobile, automazione dei workflow, intelligenza artificiale e OCR stanno ridisegnando la stampa d'ufficio: ecco le tendenze reali del settore e come si posiziona Toshiba.

Per anni la stampante è stata l'ultimo anello di una catena semplice: un file, un comando di stampa, un foglio che esce dal vassoio. Quella catena si è allungata e complicata. Oggi un documento nasce spesso su uno smartphone, viene elaborato da un servizio cloud, passa attraverso un flusso di approvazione automatico, viene letto e indicizzato da un motore OCR e solo alla fine, se serve davvero, diventa carta. La multifunzione non è sparita: è diventata un nodo di rete tra tanti, spesso l'ultimo, non più il primo.

Questo cambiamento non è una moda passeggera legata a un singolo prodotto, ma la somma di più spinte che si rinforzano a vicenda: la diffusione del lavoro ibrido, la pressione a ridurre i costi fissi di infrastruttura IT, la necessità di tracciare e proteggere documenti sempre più spesso sensibili, e l'arrivo di strumenti di intelligenza artificiale capaci di leggere e interpretare ciò che prima serviva rileggere a mano. In questo articolo ripercorriamo i trend più concreti che stanno cambiando la stampa e la gestione documentale in ufficio, e spieghiamo come Toshiba, di cui Alsa Office è rivenditore autorizzato certificato, si muove dentro questo scenario con la propria piattaforma cloud e con l'architettura delle sue multifunzione più recenti.

Da dispositivo isolato a nodo di un servizio: perché la stampa sta cambiando pelle

Fino a poco tempo fa la stampante di ufficio era pensata come un dispositivo a sé stante: collegata a un server di stampa locale, gestita da chi si occupava di IT in azienda, sostanzialmente muta rispetto a tutto ciò che succedeva fuori dalla rete interna. Questo modello aveva senso quando le persone lavoravano tutte nello stesso edificio, con gli stessi computer, sulla stessa rete cablata.

Il modo di lavorare è cambiato più in fretta del parco macchine installato nelle aziende. Oggi le stesse persone si spostano tra sede, casa, clienti e trasferte, usano più dispositivi nella stessa giornata e si aspettano di poter stampare, scansionare o consultare un documento indipendentemente da dove si trovino fisicamente. La stampante che resta un'isola scollegata da tutto il resto diventa un collo di bottiglia, non più uno strumento di produttività.

Da qui nasce la spinta verso un modello diverso: la multifunzione come terminale di un servizio distribuito, raggiungibile da cloud, capace di dialogare con applicazioni di terze parti e di essere monitorata, aggiornata e assistita a distanza. È lo sfondo comune a tutti i trend che descriviamo in questo articolo.

Cloud printing: la stampa esce dal server locale

Il cloud printing è probabilmente il cambiamento più visibile degli ultimi anni. Invece di appoggiarsi a un server di stampa fisico, installato in azienda e da mantenere, aggiornare e proteggere, i lavori di stampa vengono gestiti attraverso una piattaforma cloud: l'utente invia il documento, il sistema lo mette in coda in modo sicuro e lo rende disponibile su qualunque dispositivo abilitato, quando e dove serve.

I vantaggi pratici sono concreti. Non servono server di stampa da acquistare, aggiornare e sostituire nel tempo, con il relativo carico di manutenzione per chi si occupa di IT. La gestione della flotta di stampanti su più sedi diventa centralizzata, invece di richiedere una configurazione separata ufficio per ufficio. E l'azienda può scalare, aggiungendo o togliendo dispositivi, senza dover ripensare l'infrastruttura ogni volta.

Toshiba risponde a questo trend con Elevate, la propria piattaforma cloud, e con Elevate Sky, l'ambiente che ne fa parte pensato per automazione dei workflow e gestione della stampa senza i costi di infrastruttura tipici dei server tradizionali. È un cambio di prospettiva netto rispetto al modello del passato: la componente intelligente del sistema di stampa non risiede più in una scatola in ripostiglio, ma in un servizio che l'azienda utilizza secondo le proprie esigenze, aggiornato e mantenuto a livello di piattaforma.

Stampa da mobile: lo smartphone come punto di partenza, non più il PC

Il secondo trend, strettamente collegato al primo, riguarda il dispositivo da cui si stampa. Sempre più spesso il documento non nasce su un computer fisso collegato alla rete d'ufficio, ma su uno smartphone o un tablet: una foto di un documento cartaceo da rielaborare, un modulo compilato fuori sede, una presentazione rivista all'ultimo minuto prima di un incontro con un cliente.

La stampa da mobile risponde esattamente a questa esigenza: inviare un lavoro di stampa da un dispositivo mobile, verificarne lo stato, e ritirarlo su una qualsiasi multifunzione abilitata, senza passare da un computer intermedio né essere fisicamente collegati alla rete dell'ufficio. Il settore si è mosso su standard aperti e ampiamente diffusi, come AirPrint e Mopria, proprio per garantire che smartphone e tablet di marche diverse possano stampare senza dover installare driver dedicati per ogni dispositivo.

Collegata alla stampa da mobile c'è spesso una funzione complementare, il cosiddetto pull printing o stampa sicura: il documento resta in coda finché l'utente non si autentica fisicamente alla macchina, con un badge, un codice o le proprie credenziali, e solo a quel punto viene stampato. È un dettaglio che unisce due esigenze diverse, comodità e sicurezza: si può inviare un lavoro da qualsiasi luogo, ma il foglio esce dal vassoio solo quando la persona giusta è davanti alla macchina, evitando che documenti sensibili restino incustoditi nel cassetto di uscita.

e-BRIDGE Next: quando la multifunzione diventa una piattaforma applicativa

Un trend meno raccontato, ma altrettanto significativo, riguarda cosa succede dentro la multifunzione stessa. Le macchine di fascia più recente non sono più semplici stampanti con un pannello di controllo: integrano un'architettura software capace di eseguire applicazioni vere e proprie, proprio come farebbe un dispositivo connesso di uso quotidiano.

È il caso di e-BRIDGE Next, l'architettura Toshiba costruita attorno a un browser web integrato nella multifunzione, in grado di eseguire sia applicazioni sviluppate da Toshiba sia applicazioni di terze parti direttamente dal pannello del dispositivo. In pratica, il display della macchina smette di essere una semplice interfaccia per copiare o scansionare e diventa un punto di accesso a funzioni personalizzate: flussi di scansione dedicati, integrazioni con sistemi documentali, applicazioni verticali pensate per un determinato settore.

Questo tipo di architettura è coerente con la direzione generale del mercato: meno hardware chiuso e monofunzione, più piattaforme aperte che si integrano con il resto del panorama software aziendale, dagli strumenti di gestione documentale ai sistemi di autenticazione, fino ai servizi cloud usati ogni giorno da chi lavora in ufficio.

Automazione dei workflow: meno passaggi manuali, meno margine di errore

Un altro trend consolidato riguarda l'automazione dei flussi di lavoro documentali. L'idea di base è semplice: ogni volta che un documento passa manualmente da una persona all'altra, da un formato all'altro o da un sistema all'altro, si introduce un ritardo e una possibilità di errore. Automatizzare il workflow significa definire una volta sola il percorso che un documento deve seguire, e lasciare che il sistema lo esegua senza intervento umano ripetuto.

In concreto, questo significa scansioni che finiscono direttamente nella cartella o nel sistema documentale giusto senza passaggi intermedi, regole di instradamento basate sul tipo di documento o sul reparto di destinazione, notifiche automatiche quando un file richiede un'approvazione, e integrazione diretta tra la multifunzione e le applicazioni cloud che l'azienda già usa per archiviare e condividere i file.

L'automazione dei workflow è anche il terreno su cui si gioca gran parte del valore aggiunto delle piattaforme cloud come Elevate Sky: non si tratta solo di stampare da remoto, ma di ridurre il numero di passaggi manuali necessari perché un documento arrivi dove deve arrivare, nel formato giusto, senza che qualcuno debba occuparsene passo per passo.

Un aspetto altrettanto rilevante è l'integrazione con i sistemi gestionali e con gli strumenti di firma elettronica già in uso in azienda: un flusso automatizzato ben progettato non si ferma alla scansione, ma porta il documento fino al passaggio successivo, che sia la registrazione in un gestionale contabile, l'inserimento in un fascicolo elettronico o l'avvio di un ciclo di approvazione con firma digitale, senza che nessuno debba spostarlo manualmente da un sistema all'altro.

Intelligenza artificiale e OCR: dal foglio scansionato al dato utilizzabile

Il riconoscimento ottico dei caratteri, l'OCR, non è una tecnologia nuova, ma il modo in cui viene usata oggi è cambiato profondamente grazie all'intelligenza artificiale. Una scansione non è più soltanto un'immagine statica del documento cartaceo: diventa un file in cui il testo è riconosciuto, ricercabile e, in molti casi, strutturato per campi, così da poter essere interrogato o estratto automaticamente.

La differenza pratica è enorme per chi gestisce grandi quantità di documenti: uno studio professionale che digitalizza un archivio storico di fascicoli, un ufficio amministrativo che riceve centinaia di fatture al mese, un'azienda che deve rendere consultabili anni di corrispondenza. Con l'OCR, invece di sfogliare cartelle alla ricerca di un nome o di una data, si può cercare direttamente il contenuto del documento, come si farebbe con un motore di ricerca.

L'intelligenza artificiale sta ampliando ulteriormente queste possibilità: classificazione automatica dei documenti in base al contenuto, estrazione di dati specifici da moduli e fatture per alimentare altri sistemi aziendali senza reinserimento manuale, riconoscimento di anomalie o incongruenze in fase di controllo. È un trend che sposta il valore della stampa e della scansione da attività puramente meccaniche a strumenti di produttività per chi lavora con grandi volumi di carte e documenti digitali.

Managed Print Services: dalla stampante di proprietà al servizio gestito

I Managed Print Services, comunemente indicati con la sigla MPS, rappresentano un cambiamento nel modo in cui le aziende affrontano il tema della stampa, prima ancora che nella tecnologia in sé. Invece di acquistare dispositivi e gestirne in autonomia consumabili, manutenzione e assistenza, l'azienda affida la gestione dell'intero parco stampanti a un fornitore esterno, che se ne occupa in modo strutturato e continuativo.

Un servizio MPS ben impostato include tipicamente il monitoraggio dei consumi e dei costi di stampa per reparto o per utente, la consegna proattiva dei materiali di consumo prima che si esauriscano, interventi di manutenzione pianificati sulla base dell'utilizzo reale delle macchine e non solo su base periodica, e un unico interlocutore responsabile di tutta la flotta, indipendentemente dal numero di dispositivi o dalle sedi coinvolte.

Il risultato che le aziende cercano con l'MPS è duplice: da un lato una riduzione dei costi di stampa complessivi, spesso più alti di quanto si percepisca quando sono dispersi tra tante voci diverse; dall'altro meno tempo perso dal personale interno per attività che non riguardano il proprio lavoro, come sostituire un toner o chiamare l'assistenza per un inceppamento. È un trend che accompagna naturalmente il passaggio dalla logica dell'acquisto isolato di hardware a quella del servizio continuativo.

C'è anche un vantaggio meno immediato ma altrettanto concreto: la prevedibilità. Con un contratto MPS il costo della stampa smette di essere una voce imprevedibile, fatta di acquisti sporadici di toner e interventi di riparazione non programmati, e diventa una spesa pianificabile, più facile da inserire in un budget annuale e da confrontare nel tempo per misurare l'effettivo impatto delle azioni di ottimizzazione messe in campo.

Ufficio ibrido: gestire una flotta distribuita, non più una sala macchine

Il lavoro ibrido, con dipendenti che alternano giornate in sede e da remoto, o aziende con più sedi periferiche, ha cambiato anche la geografia della stampa. Non si tratta più di gestire un parco di dispositivi concentrati in un unico edificio, ma una flotta distribuita su più location, spesso con caratteristiche e carichi di lavoro diversi da un punto all'altro.

Questo scenario rende centrale la possibilità di monitorare, diagnosticare e aggiornare i dispositivi a distanza, senza dover intervenire fisicamente su ciascuno per ogni controllo di routine. È esattamente lo spazio in cui si colloca Elevate Sky MFPConnect, il servizio cloud di Toshiba pensato per il monitoraggio remoto, la diagnostica e l'aggiornamento firmware delle flotte di multifunzione: un modo per tenere sotto controllo dispositivi anche molto distanti tra loro, individuando in anticipo segnali di malfunzionamento e riducendo la necessità di interventi non pianificati.

Per le aziende con sedi multiple, o semplicemente con un numero di dispositivi che rende impraticabile un controllo manuale continuo, questo tipo di visibilità centralizzata non è più un accessorio: è la condizione perché l'ufficio ibrido funzioni anche sul fronte della stampa, con lo stesso livello di affidabilità di una sede unica ben presidiata.

Sicurezza e governance dei dati in un mondo sempre più cloud-first

Man mano che stampa, scansione e gestione documentale si spostano verso il cloud e verso dispositivi mobili, cresce anche l'attenzione richiesta sul fronte della sicurezza. Un documento che può essere inviato da uno smartphone, transitare su una piattaforma cloud e stampato su una macchina diversa da quella da cui è partito attraversa più punti rispetto al vecchio schema computer-server-stampante, e ognuno di questi punti va protetto.

I principi generali che guidano il settore restano quelli consolidati della sicurezza informatica applicati al mondo della stampa: cifratura dei dati in transito, autenticazione dell'utente prima che un documento venga effettivamente rilasciato dalla macchina (lo stesso principio alla base del pull printing), tracciabilità di chi ha stampato, scansionato o inviato cosa e quando, e limitazione dei privilegi in base al ruolo di chi utilizza il dispositivo.

Non è un tema separato dagli altri trend descritti in questo articolo, ma il filo che li tiene insieme: cloud printing, stampa da mobile e automazione dei workflow hanno senso solo se accompagnati da un livello di sicurezza coerente, perché ogni nuova comodità di accesso è, potenzialmente, anche una nuova superficie da proteggere.

C'è infine un aspetto di conformità normativa che pesa sempre di più nelle scelte delle aziende: sapere per quanto tempo un documento resta conservato, chi può consultarlo e attraverso quale percorso è transitato prima di arrivare a destinazione. Un sistema di stampa e gestione documentale ben progettato tiene traccia di questi passaggi in modo ordinato, così da poter rispondere con facilità a una verifica interna o a una richiesta di controllo, invece di dover ricostruire a posteriori cosa è successo.

Dematerializzazione e sostenibilità: meno carta, più controllo

Un ultimo trend, trasversale a tutti quelli descritti finora, è la spinta verso la dematerializzazione: la tendenza a mantenere i documenti in formato digitale il più a lungo possibile, stampando solo quando è strettamente necessario, invece di trattare la carta come formato predefinito di ogni comunicazione interna.

Non significa eliminare la stampa, che resta necessaria in moltissimi contesti, dai documenti che richiedono una firma fisica alle esigenze normative di alcuni settori. Significa piuttosto rendere consapevole ogni singola stampa: sapere quanto si stampa, per cosa, con quale costo, e avere gli strumenti per intervenire dove il volume di carta non è più giustificato dal reale bisogno.

Questo trend si intreccia direttamente con l'automazione dei workflow e con l'OCR: un documento digitalizzato, ricercabile e integrato nei flussi aziendali riduce naturalmente la necessità di stamparne più copie per condividerlo o archiviarlo. Il risultato, quando l'organizzazione riesce a mettere a sistema questi strumenti, è un doppio beneficio: meno spreco di materiali di consumo e carta, e maggiore controllo sui costi di stampa complessivi, due obiettivi che per molte aziende oggi vanno di pari passo.

Dove va la stampa d'ufficio, e come si posiziona Toshiba

Mettendo insieme questi trend emerge una direzione abbastanza chiara: la stampa d'ufficio si sta spostando da un modello centrato sul singolo dispositivo fisico a un modello centrato sul servizio, distribuito, accessibile da più canali e sempre più governato da software cloud piuttosto che da configurazioni locali macchina per macchina. Non è la fine della stampa fisica, ma è certamente la fine della stampante come oggetto isolato, scollegato da tutto il resto dell'ecosistema digitale aziendale.

Toshiba si muove dentro questa direzione su più fronti complementari. Con Elevate ed Elevate Sky offre la componente cloud che elimina la necessità di infrastruttura di stampa locale e abilita l'automazione dei workflow. Con l'architettura e-BRIDGE Next trasforma la multifunzione in una piattaforma applicativa aperta, capace di eseguire app proprie e di terze parti direttamente dal pannello del dispositivo. E con Elevate Sky MFPConnect estende questa logica cloud alla gestione stessa della flotta, con monitoraggio remoto, diagnostica e aggiornamenti firmware pensati proprio per scenari distribuiti come quello dell'ufficio ibrido.

Per chi deve scegliere oggi come organizzare la stampa della propria azienda, la domanda utile non è più soltanto quale modello di multifunzione acquistare, ma quale ecosistema di servizi ci sta dietro: come viene gestita la flotta nel tempo, quanto è semplice integrare stampa e scansione con gli strumenti cloud già in uso, quanto rapidamente un problema viene individuato prima di diventare un fermo macchina. Sono le domande a cui i trend descritti in questo articolo, e il modo in cui Toshiba vi ha costruito attorno la propria offerta, provano a dare una risposta.

Articolo a cura della redazione di Alsa Office, rivenditore autorizzato certificato Toshiba in Sicilia.

Domande frequenti

Cos'è il cloud printing e in cosa cambia rispetto a un server di stampa tradizionale?

Il cloud printing gestisce i lavori di stampa attraverso una piattaforma online invece che tramite un server fisico installato in azienda: elimina i costi di infrastruttura locale da mantenere e aggiornare, e permette di gestire in modo centralizzato dispositivi su una o più sedi. Toshiba offre questo tipo di soluzione con la piattaforma Elevate ed Elevate Sky.

Stampare da smartphone o tablet è sicuro quanto stampare da un computer collegato alla rete d'ufficio?

Sì, a condizione che il flusso sia impostato correttamente: la stampa da mobile si appoggia solitamente a standard diffusi come AirPrint e Mopria e, quando è abbinata a funzioni di stampa sicura o pull printing, il documento viene effettivamente rilasciato solo dopo l'autenticazione dell'utente alla macchina, evitando che resti incustodito nel vassoio di uscita.

Cosa sono i Managed Print Services (MPS) e a quali aziende convengono?

Sono servizi con cui un fornitore esterno gestisce l'intero parco stampanti dell'azienda: monitoraggio dei consumi, consegna dei materiali di consumo, manutenzione pianificata e un unico interlocutore per tutta la flotta. Convengono soprattutto ad aziende con più dispositivi o più sedi, che vogliono ridurre i costi di stampa e liberare il personale interno da attività di gestione non legate al proprio lavoro.

Come funziona in pratica l'OCR nelle multifunzione più recenti?

Quando un documento viene scansionato, il motore OCR riconosce il testo presente nell'immagine e lo trasforma in contenuto ricercabile, spesso strutturato per campi. Il file risultante non è più solo un'immagine del foglio, ma un documento in cui si può cercare una parola, una data o un nome, utile soprattutto per chi digitalizza grandi archivi o riceve molti documenti da elaborare ogni mese.

Cos'è e-BRIDGE Next e perché si parla di multifunzione come 'piattaforma'?

e-BRIDGE Next è l'architettura Toshiba costruita attorno a un browser web integrato nella multifunzione, capace di eseguire applicazioni Toshiba e di terze parti direttamente dal pannello del dispositivo. In pratica la macchina non si limita a copiare e stampare, ma diventa un punto di accesso a funzioni personalizzate e a integrazioni software, proprio come una piattaforma applicativa.

In che modo l'ufficio ibrido cambia il modo di gestire le stampanti aziendali?

Con dipendenti e sedi distribuiti, la flotta di stampanti non è più concentrata in un solo edificio da controllare fisicamente. Diventa quindi centrale il monitoraggio da remoto: servizi come Elevate Sky MFPConnect di Toshiba permettono di seguire lo stato, la diagnostica e gli aggiornamenti firmware dei dispositivi a distanza, riducendo la necessità di interventi non pianificati anche quando le macchine sono su sedi diverse.

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